lunedì 14 aprile 2008

Silenzi Vietati - Avagliano Editore

Fresco di una disastrosa esperienza in un corso di scrittura alla Baricco, Francesco scrive una mail al vecchio professore di Italiano. Il prof. è Massimo Onofri: proprio lui, il critico che insegna all’università e scrive sui giornali. Un uomo in carne ed ossa, insomma, come tutto in questo libro: Francesco ci prende gusto, e inonda il prof. di mail nelle quali racconta con ferocia tutta la sua vita, la famiglia, l’assurda provincia viterbese, le sedute dall’analista. L’autoritratto d’un giovane all’altezza dei nostri tempi, capace di spremere da un’autobiografia disperata i succhi di una comicità che non fa sconti a nessuno, a partire da se stesso. Una galleria di ritratti esilaranti: il padre infermiere che va a caccia per sentirsi macho; la madre insultata dalla vita che tradisce il marito con Gesù Cristo; una nonna rimbecillita che tutti sperano tiri le cuoia; una sorella un po’ fumata che non ne imbrocca una. Ma l’argomento preferito è il sesso, tra approcci surreali con le donne, impotenza e rassegnati ritorni alla masturbazione. Un libro implacabile, scritto da un nevrotico che sa di esserlo in un mondo di matti in libertà.

2 commenti:

shena1980 ha detto...
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shena1980 ha detto...

Finito!!!
Lo consiglio vivamente a chiunque abbia la mente aperta sia a ricevere che a condividere le proprie emozioni perchè comunque, se ti fermi un attimo e non sottovaluti il meccanismo che innesca, ti smuove tutto quello che hai dentro. A me, almeno, ha fatto questo effetto. Dice molte cose che ognuno di noi, nel proprio burrone emozionale, vorrebbe dire ma che per vari motivi non dice. Il senso di inadeguatezza che traspare dalle pagine credo appartenga a tutti noi, chi più e chi meno, consapevoli o no e Francesco Ceccamea ha avuto la capacità di USCIRE DAL LIBRO e riprodurre alcune SCENE del film che spesso è la VITA: scenari negativi e positivi, alcuni assurdi che ti fanno ridere, altri che ti fanno malinconicamente sorridere e alcuni in cui puoi rivederti provocandoti emozioni dimenticate. Ti porta a riflettere. Che siamo d'accordo o contrari con quello che leggiamo "Silenzi vietati" ci accomuna tutti nel sentimento comune di pudore/non pudore, libertà di esprimerci/convenzioni sociali, traumi infantili consapevoli/non consapevoli o volontariamente non riconosciuti. Nonostante l'apparente insuperabile incapacità che Francesco ha nell'avere un rapporto "socialmente irrinunciabile" (quello con una donna, dalle cose più semplici al sesso completo ) credo che, invece, proprio con la sua inettitudine, abbia capito ogni cosa, che abbia superato consapevolmente ogni livello della propria esistenza conscia e inconscia che pochi di noi sarebbero capaci di tirare fuori e scrivere non al proprio diario, alla propria "Kitty", ma al proprio professore delle scuole superiori sotto forma di e-mail a senso unico, senza alcuna risposta e senza alcun tabù. Con le sue difficoltà ha capito perfettamente da che parte stare e da che parte sa di non volere stare MAI. Quando sono arrivata alla fine del libro la sensazione che ho avuto è stata estremamente positiva con una riflessione che si fonde col pensiero della prima di copertina:”SCRITTO DA UN NEVROTICO CHE SA DI ESSERLO IN UN MONDO DI MATTI IN LIBERTA’”. Ed è così.